Crisi di governo, perché preoccuparsi?

Anni fa circolava negli Stati Uniti un poster dal titolo “Why worry?” : Si riferiva allo stato di salute e motteggiava più o meno così:

Perché preoccuparsi? Ci sono solo due cose di cui preoccuparsi. Sia che tu stia bene e sia che tu stia male. Se stai bene , allora non c’è niente di cui preoccuparsi. Ma se stai male ci sono solo due cose di cui preoccuparsi. Sia che  tu guarisca, o che tu muoia. Se tu guarisci,  non c’è niente di cui preoccuparsi. Ma se tu muori, ci sono solo due cose di cui preoccuparsi. Sia che tu vada in paradiso, o che tu vada all’inferno. Se tu vai in paradiso, non c’è niente di cui preoccuparsi, e se tu vai all’inferno sarai così occupato a stringere le mani di vecchi amici, che non avrai tempo per preoccuparti!  

L’aforisma “Why worry” sulla salute, fatte le debite proporzioni, potrebbe essere  riferito alla crisi del governo Letta.

Perché preoccuparsi?  Sia che il governo tenga o cada. Se tiene, non c’è nulla di cui preoccuparsi. Ma se cade ci sono solo due cose di cui preoccuparsi. Sia che si formi un Letta bis, o si vada a nuove elezioni. Se si fa un Letta bis, non c’è nulla di cui preoccuparsi. Ma se si va alle elezioni, ci sono solo due cose di cui preoccuparsi. Sia che si voti con  un nuovo sistema elettorale o si voti con il porcellum. Se si vota con un nuovo sistema non c’è nulla di cui preoccuparsi  e se si vota con il porcellum sarai così occupato a ridere vedendo sfilare gli sbandati del Pdl senza il caimano, che non avrai tempo di preoccuparti.

A parte la parafrasi del “Why worry”, c’è davvero di che preoccuparsi come vorrebbero i titoli ansiogeni dei media in questi giorni? Direi di no. Basta guardare alla storia del nostro paese. L’Italia, che io ricordi, dal Giugno del 1946 ad oggi  ha convissuto con un numero di crisi, all’incirca, pari al numero dei governi che si sono succeduti. Tanto per citare i più autorevoli,  i quattro governi presieduti da De Gasperi hanno collezionato 108 giorni di crisi complessivi;  i cinque governi Fanfani 183 giorni di crisi; i cinque governi Moro 204 giorni di crisi; i cinque governi Rumor 173 giorni di crisi; i cinque governi Andreotti  374 giorni di crisi. Ormai, dopo quasi 70 anni di esperienze, dovremmo essere tutti vaccinati contro la preoccupazione di affrontare una crisi di governo. Si può dire che la parola crisi (associata al  governo o all’economia) è seconda soltanto alla parola emergenza (associata all’inefficienza amministrativa e alle calamità naturali).

Certo è un momento difficile per il governo Letta ma se il Pd lo sostiene compatto, passata ‘a nuttata, si potrebbe  arrivare alla formazione di un esecutivo più coerente e stabile.

Epifani mostra di avere le idee chiare e il polso per realizzarle. Gli altri prendano esempio.

Un saluto ai compagni, Raffaele Giannini

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