Signor Presidente, le scriviamo, fuori da ogni ufficialità, come cittadini della nostra Repubblica.
Siamo cittadini di Riano ma, soprattutto, siamo Italiani. Amiamo il nostro Paese ed amiamo la nostra terra.
Oggi, senza che dalle istituzioni che ne hanno l´autorità sia mai giunto un piano, una proposta, la dimostrazione di una minima volontà di dialogo, ci dicono che costruiranno all´interno del nostro territorio, una discarica. Discarica, peraltro, che si muove al di fuori delle leggi italiane, dell´esempio europeo, della volontà dei cittadini. Nel Lazio, la nostra Regione, la chiusura della discarica di Malagrotta è un dovere. Lo è nei confronti dei cittadini e nei confronti della legge. E certamente non è un evento inatteso. Chi ha
responsabilità politiche ed amministrative, da ultima la Giunta Polverini, aveva il preciso dovere di segnare la chiusura di Malagrotta con l´avvio di un diverso ciclo del trattamento dei rifiuti. Questo non è avvenuto ma, anzi, ci si è spinti, grazie ad un decreto del Governo Berlusconi, a dichiarare lo stato di emergenza, impedendo così il confronto democratico e sfuggendo il giudizio popolare.
Ovviamente abbiamo troppo rispetto per Lei e per la Sua carica per chiederLe di interessarsi di una discarica.
Vorremmo richiamare la sua attenzione, invece, su come, troppo facilmente, per incapacità o irresponsabilità, si scavalca il metodo democratico e si ignorano le esigenze e le ragioni dei cittadini. Ci sentiamo cittadini di una Repubblica democratica e non possiamo accettare, senza svilire i principi costituzionali, il sopruso.
Appello a Napolitano
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